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Localis
Fasano e la piana degli ulivi vista dalla Selva

Masserie di Puglia · Contrada San Martino, Fasano

Masseria Torre Rossa

La lama e le grotte

Foto: Fasano, il territorio. Non è la masseria.

Ascolta · 3 min · gratis

Scritto da Localis su fonti pubbliche, letto da una voce sintetica (Corrado). Non è una pagina della masseria.

Il testo

Sei nelle campagne di Fasano, in una masseria che si riconosce da lontano: i muri sono di un rosso porpora intenso. È del Settecento. E un tempo non si chiamava Torre Rossa: si chiamava Sciurlicchio. Oggi quel nome è rimasto al ristorante.

Ma per capire questo posto bisogna guardare il terreno su cui sta. La masseria sorge in una lama.

In Puglia una lama è un solco poco profondo nella roccia, che porta l’acqua piovana giù dalla Murgia. Non è un fiume: in superficie l’acqua corre solo quando piove forte. Il resto del tempo viaggia sotto, nel terreno. Per questo il fondo delle lame è fertile, molto più della pietra intorno.

E lungo le pareti delle lame, nel calcare tenero, la gente ha scavato. Qui intorno, nel Medioevo, quando la città di Egnazia sulla costa fu abbandonata dopo troppe invasioni, molti si spostarono nell’entroterra per stare al sicuro. Si fermarono nelle lame, e ci scavarono veri villaggi: case, ricoveri per gli animali, frantoi, chiese con gli affreschi. Di Egnazia, oggi, sul mare restano gli scavi e un museo.

Le grotte di questa masseria, un tempo, erano abitate dai monaci.

Adesso guardati intorno con questa cosa in testa.

Alcune camere sono ricavate proprio dentro le grotte naturali: le pareti sono di roccia viva. Da altre, dalla terrazza, si vede la lama con le sue grotte: guardala con quello che sai adesso. Altre camere hanno conservato la loro vita di prima. Una era la cucina della masseria, e il grande camino originale è ancora lì. Un’altra sta dove c’erano le mangiatoie. E una si chiama la Formaggiaia.

Anche il ristorante è dentro una grotta naturale. E se ti capita di vedere la cantina, guarda bene le pareti: è ricavata in un pozzo antico, e le radici di un ulivo secolare entrano nella pietra per andare a prendere l’acqua. È la lama che lavora ancora. L’acqua sta sotto, e l’ulivo lo sa.

La mattina, la colazione si fa nel giardino, chiuso da un colonnato del Settecento.

Nelle lame la gente è venuta per stare al sicuro. Poi qui sono arrivati i monaci, poi i contadini della masseria. Stasera ci sei tu, e la lama ti tiene come ha tenuto loro.

Le fonti

Gestite questa masseria e c'è qualcosa da correggere, o da togliere? Scriveteci a hello@localis.guide: lo sistemiamo.

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