Scritto da Localis su fonti pubbliche, letto da una voce sintetica (Corrado). Non è una pagina della masseria.
Il testo
Sei a Speziale, sulla strada che da Fasano va a Ostuni. La statale passa davanti alle case e non si ferma: quattrocento abitanti, un bar, un caseificio, una macelleria. Tu invece ti sei fermato, in una masseria dell’Ottocento.
Speziale non è il nome di un luogo. È il nome di un mestiere. Lo speziale era il farmacista di una volta, e il paese prende il nome dal farmacista che anticamente abitava qui. Un paese che si chiama come l’uomo che curava la gente: pochi posti possono dirlo.
Queste campagne si sono riempite tardi. A Montalbano, la frazione accanto, nel 1831 un proprietario firmò davanti al notaio un contratto con i coloni: la terra in affitto per sempre, in cambio del lavoro. Arrivarono famiglie da Cisternino, da Ostuni, dai paesi dei trulli, e la pianura si coprì di case bianche e di muretti a secco. Le masserie di qui sono figlie di quella stagione: fattorie, prima che case.
Anche questa. Nell’Ottocento qui c’erano stalle, fienili e un frantoio. Dove oggi dormi, una volta c’erano gli animali e il fieno. Dove oggi mangi, si schiacciavano le olive. Il frantoio stava dentro la masseria perché l’olio era il raccolto che valeva, e si faceva in casa.
Adesso guardati intorno con questa cosa in testa.
Cerca le mura bianche di calce. In queste campagne le case si imbiancavano con il latte di calce, e da lontano è ancora il colore che dice: qui abita qualcuno.
Entra nella corte degli agrumi, poi passa sotto la pergola. L’uva è la pizzutella: acini lunghi, un po’ arcuati, appuntiti in punta. È uva da tavola, da mangiare all’ombra, non da vino.
Poi guarda gli ulivi. Alcuni hanno il tronco più largo delle tue spalle. Dal 2007 una legge della Puglia li protegge uno per uno, anche quando stanno da soli in mezzo a un campo: sono gli ulivi monumentali, e la piana tra Fasano e Ostuni ne è piena. L’olio che trovi a tavola viene da qui.
Nel 2018 uno scrittore, Paolo Giordano, ha ambientato a Speziale un romanzo, «Divorare il cielo»: una ragazza di città, le estati in campagna, una masseria con tre ragazzi. Da allora c’è chi passa su quella statale cercando i luoghi del libro. Tu li hai davanti.
La strada continua a passare. Tu sei dentro il nome di un farmacista, in una fattoria che ha cambiato lavoro senza cambiare pelle.
Le fonti
- Masseria Narducci, Sito ufficiale — home, ristorante, prodotti
- Wikipedia, Voce «Speziale (Fasano)»
- Wikipedia, Voce «Montalbano (Fasano)»
- Linkiesta, Viaggio nel piccolo mondo antico di Speziale (2022)
- Treccani, Vocabolario, voce «pizzutello»
- Regione Puglia, Legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 — Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali (2007)
- Paolo Giordano, Divorare il cielo, Einaudi (2018)
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