Scritto da Localis su fonti pubbliche, letto da una voce sintetica (Corrado). Non è una pagina della masseria.
Il testo
Sei dentro una masseria fortificata, nelle campagne di Fasano. La data che queste mura si portano dietro è il 1726.
Tieni a mente una cosa. In quegli anni una masseria non era una casa di campagna. Era un’azienda che doveva bastare a se stessa, e che doveva sapersi difendere. Per questo, dal Cinquecento in poi, le masserie pugliesi hanno preso in prestito i pezzi dei castelli: un muro di cinta con una porta sola, le torri di guardia, le feritoie. E sopra porte e finestre, le caditoie: piccoli balconi di pietra con il fondo aperto, da cui si lasciava cadere qualcosa su chi provava a entrare.
Dal mare arrivavano i pirati, sempre più di rado. Da terra arrivavano i banditi. Le masserie come questa facevano parte dello stesso sistema di difesa dei castelli e delle torri sulla costa.
Dentro le mura si viveva di quello che dava la terra. Le olive si macinavano qui, nel frantoio. La pioggia si raccoglieva in una cisterna.
Un tempo questa terra apparteneva alle monache di San Giuseppe. Oggi è della famiglia Dipierdomenico. L’azienda agricola l’ha voluta Marco Dipierdomenico, che questa terra la amava e che se n’è andato troppo presto. La passione l’ha lasciata ai figli.
I quaranta ettari qui intorno si lavorano ancora: olio, vino, ortaggi, frutta. Se vedi qualcuno chino tra gli ulivi, non è una scena messa lì per te. È il lavoro di sempre.
Adesso guardati intorno con questa cosa in testa.
Alza gli occhi sopra le porte e le finestre. Se trovi una caditoia, adesso sai a cosa serviva.
Poi segui il muro di cinta. Nelle masserie fortificate la porta era una sola: da lì entrava e usciva tutto, le persone, gli animali, il raccolto.
Stasera, quando ti siedi a cena, sei nelle sale ricavate dall’antico frantoio. Dove adesso ci sono i tavoli, una volta si lavoravano le olive.
La piscina, laggiù tra gli ulivi, conserva la forma di un’antica cisterna per l’acqua piovana. In una terra dove l’acqua si raccoglieva goccia per goccia, adesso ci nuoti.
E nei tre ettari di vigna crescono tre uve di Puglia: Verdeca, Primitivo e Negroamaro. Se a tavola ti versano il vino della casa, viene da quei filari.
Gli ulivi intorno a te sono secolari. Erano qui prima di chi ha costruito queste camere, e con un po’ di fortuna ci saranno ancora quando sarai tornato a casa.
Le mura sono rimaste in piedi. Quello da cui difendevano, non c’è più. E la terra, dentro e fuori, continua a fare quello che ha sempre fatto.
Le fonti
- Masseria Parco della Grava, Sito ufficiale — home e pagina «la masseria» (2023)
- Vito Bianchi, Apulia. The Masserie, Mario Adda Editore (2012)
- Treccani, Vocabolario, voce «caditoia»
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