Scritto da Localis su fonti pubbliche, letto da una voce sintetica (Corrado). Non è una pagina della masseria.
Il testo
Sei sulle Murge, nelle campagne di Martina Franca, in una masseria che porta nel nome una parola antica: iazzo.
Uno iazzo era un recinto di pietra per le pecore. Stava lungo i tratturi, le strade d’erba della transumanza: d’inverno le greggi scendevano sui pascoli pugliesi, e lì trovavano riparo. Lo iazzo si costruiva in pendenza, perché l’acqua scolasse via da sola, e rivolto a sud, al riparo dai venti del nord. Le pietre non arrivavano da lontano: si toglievano dal terreno per liberare il pascolo, e con quelle si alzava il muro.
Intorno a te ci sono cento ettari di bosco e di prato. Gli alberi sono lecci e fragni secolari. Il fragno è una quercia che in Italia cresce soltanto qui, sulle Murge, e in Basilicata. Ha un’abitudine tutta sua: in autunno le foglie seccano, ma non cadono. Restano sui rami fino a primavera, quando arrivano quelle nuove. Sotto gli alberi c’è la macchia: lentisco, fillirea, corbezzolo. E in primavera, nei prati, spuntano tante specie di orchidee selvatiche.
Tra gli alberi vivono gli animali di queste terre. Le vacche podoliche, grigie, con le corna a mezzaluna, lasciate allo stato brado. E gli asini di Martina Franca: la razza di asino più grande d’Italia, nata proprio tra questi paesi.
Adesso guardati intorno con questa cosa in testa.
Le camere a pianterreno sono state ricavate nella vecchia stalla. Dove dormi tu, una volta riposavano gli animali.
Il corpo principale della masseria è chiuso da un muro a secco rialzato, che abbraccia un bosco di lecci secolari. Guarda come stanno le pietre: niente malta, solo il peso e l’incastro.
Accanto c’è ancora l’aia, lo spiazzo di pietra dove d’estate si batteva il grano. Oggi è uno dei posti dove sedersi la sera.
Se fai una passeggiata nel parco, cerca gli abbeveratoi scavati nella pietra. E cerca la cisterna: è attribuita al Seicento, e l’acqua si tirava su con una carrucola e una manovella. Il meccanismo è stato restaurato.
E se è autunno, alza gli occhi su un fragno. Quelle foglie secche che non cadono non sono il segno di un albero malato. Stanno solo aspettando la primavera.
Qualcuno, la prima volta che è arrivato qui, ha pensato che fosse un sogno. Poi ha cominciato a rimetterlo in piedi, pietra dopo pietra.
Le fonti
- Masseria Iazzo Scagno, Sito ufficiale — «il parco», «le camere», «attività»
- Wikipedia, Voci «Jazzo», «Quercus trojana», «Asino di Martina Franca», «Podolica»
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