Scritto da Localis su fonti pubbliche, letto da una voce sintetica (Corrado). Non è una pagina della masseria.
Il testo
Sei in contrada Giovannarolla, nelle campagne di Ostuni, dentro una masseria fortificata.
Il nome viene da un uomo: Giovanni Ayroldi, il proprietario più antico di cui si abbia memoria. Visse dal 1696 al 1783, quasi novant’anni. Ayroldi, a Ostuni, è anche il nome di una famiglia nobile: nel borgo antico c’è il loro palazzo.
Ma la masseria è più vecchia di lui. Quanto, non lo sa nessuno con certezza. Lo dicono solo le pietre: stili diversi messi uno accanto all’altro, come succede a un edificio cresciuto un pezzo alla volta, nel corso di secoli. La prima data scritta arriva con un ampliamento: il 1715.
Allora era il cuore di un latifondo. Un piccolo mondo chiuso: dentro le mura stavano i raccolti, gli animali, le famiglie che lavoravano la terra. Le mura riparavano dal vento forte, e dai briganti. Eppure la masseria era anche un punto di rifornimento per chi passava: viandanti, e briganti pure. In campagna, allora, si viveva anche di questi equilibri.
Quando i campi crebbero, crebbero anche i lavoranti. E nel 1769 si costruì una cappella, dedicata alla Madonna del Rosario. La messa era il momento in cui tutti quelli che vivevano qui si ritrovavano nello stesso posto.
Adesso guardati intorno con questa cosa in testa.
Quando passi dall’ingresso, cerca l’iscrizione. Dice: Si Deus pro nobis, quis contra nos? Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? È una frase di San Paolo. Accanto ci sono delle lettere: M, A, G. Magnificus Ayroldi Giovanni. Chi entrava sapeva di chi era quella casa, e sotto quale protezione stava.
Poi cerca il balconcino e le finestre. A un certo punto il proprietario decise di farne la sua casa per sempre, e cambiò volumi e spazi. Le mura erano state fatte per chiudersi. Il balconcino e le finestre, invece, sono fatti per guardare fuori: il paesaggio, il tramonto. È lì che la fortezza diventa una dimora.
E fuori, guarda gli alberi. I lecci grandi e isolati raccontano un paesaggio che è cambiato. Poi sono arrivate distese di ulivi: oggi, su più di trentacinque ettari, ce ne sono quasi tremila.
La famiglia Pastore l’ha restaurata con i colori e i materiali di sempre. L’iscrizione è ancora sulla porta. Adesso, quando entri, quel «noi» comprende anche te.
Le fonti
- Masseria Fortificata Ayroldi, Sito ufficiale — pagina «storia»
- Wikipedia, Voce «Ostuni» (i palazzi nobiliari del borgo antico)
- San Paolo, Lettera ai Romani, 8,31
Gestite questa masseria e c'è qualcosa da correggere, o da togliere? Scriveteci a hello@localis.guide: lo sistemiamo.