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Gargano · Guida pratica

Cosa vedere alle Isole Tremiti: San Domino, San Nicola e le grotte marine

Cosa vedere alle Isole Tremiti: San Domino e i suoi pini, San Nicola e l'abbazia, le grotte marine e come arrivare. La guida all'arcipelago del Gargano.

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Ritratto di Domenico Loconsole

Scritto da Domenico Loconsole

Fondatore di Localis · ricerca storica e editing

Le Isole Tremiti viste dal mare, con le falesie e la pineta di San Domino

Le Isole Tremiti sono l’unico arcipelago dell’Adriatico, una manciata di isole calcaree a una ventina di chilometri dalla costa del Gargano. Per secoli sono state un posto dove venivi mandato, non un posto dove sceglievi di andare: monaci, esuli, confinati. Oggi sono una meta estiva — ma quella storia è ancora lì sotto, e cambia il modo in cui le guardi.

Sono cinque isole, ma solo due si visitano davvero: San Domino, quella del bosco e delle spiagge, e San Nicola, quella della pietra e dell’abbazia. Le altre tre — Capraia, Cretaccio, Pianosa — si vedono dalla barca.

Questa guida è per capire cosa stai guardando prima di metterci piede.

Cosa vedere alle Tremiti, nell’ordine giusto

1. Le isole: cosa sono e come ci si arriva

L’arcipelago fa parte del Parco Nazionale del Gargano ed è circondato da una riserva marina. San Domino è la più grande e la più verde; San Nicola è il centro storico e amministrativo, di fronte, separata da un braccio di mare di poche centinaia di metri. Capraia (o Caprara), Cretaccio e la lontana Pianosa sono disabitate.

Ci si arriva solo via mare. I collegamenti tutto l’anno partono da Termoli, in Molise; d’estate si aggiungono partenze da Vieste, Peschici, Rodi Garganico e altri porti garganici, oltre che dall’Abruzzo. Tra San Domino e San Nicola fa la spola un battello continuo.

Importante: sulle isole l’auto in pratica non serve e d’estate non è ammessa per i visitatori. Si gira a piedi o con le navette.


2. San Domino: il bosco e il mare

San Domino è coperta da una pineta di pino d’Aleppo che arriva quasi fino alle scogliere — una cosa rara per un’isola così piccola. Si percorre a piedi su sentieri ombrosi che si affacciano sul mare aperto.

La sua unica spiaggia di sabbia è Cala delle Arene, piccola e affollata in alta stagione. Il resto della costa è fatto di cale, scogliere e calette raggiungibili a piedi o in barca: Cala dello Spido, Cala Matano, il punto panoramico dell’Architiello, un arco di roccia naturale.

San Domino è anche dove si dorme e si mangia: hotel, ristoranti di pesce e la vita serale dell’arcipelago sono quasi tutti qui.


3. Le grotte marine

Il modo migliore di vedere le Tremiti è dall’acqua. Il giro delle grotte in barca fa il periplo delle isole e entra nelle insenature che da terra non si vedono: la Grotta del Bue Marino, la più grande, che prende il nome dalla foca monaca che un tempo ci viveva; la Grotta delle Viole, dai riflessi violacei; gli scogli e gli archi scavati dal mare.

Le barche partono dal porto di San Domino in continuazione durante la stagione. È un’ora e mezza che vale tutto il viaggio: la costa delle Tremiti vista da terra e vista dal mare sono due posti diversi.


4. San Nicola: l’isola dei monaci

Se San Domino è la natura, San Nicola è la storia. È un’isola piccola, di roccia, quasi senza alberi, ma è qui che batte il cuore antico dell’arcipelago.

Al centro c’è l’Abbazia di Santa Maria a Mare, fondata oltre mille anni fa e per secoli il vero potere delle isole: i monaci benedettini, poi altri ordini, bonificarono, costruirono, fortificarono. L’abbazia è un complesso fortificato, con mura, torri e un mosaico pavimentale medievale all’interno della chiesa. Si gira a piedi in un’oretta, tra vicoli, scalinate e affacci sul mare.

San Nicola è il posto da non saltare quando ti dicono “le Tremiti sono solo spiagge”. Non lo sono.


5. Il confino: paradiso e prigione

Le Tremiti sono state a lungo un luogo di confino — un posto dove lo Stato mandava chi voleva togliere di mezzo. Successe in epoca borbonica e di nuovo durante il fascismo, quando San Nicola e San Domino ospitarono confinati politici e altri internati.

È il paradosso che senti appena ci arrivi: lo stesso mare bellissimo che oggi è vacanza, per generazioni è stato il muro di una prigione senza sbarre. Conoscere questa storia non rovina il posto — lo rende più vero. È difficile guardare San Nicola allo stesso modo dopo averla saputa.


6. Il parco marino: cosa c’è sotto

Intorno alle isole c’è una riserva marina — tra le prime istituite in Italia — che protegge fondali tra i più limpidi dell’Adriatico. È un paradiso per chi fa snorkeling e immersioni: pareti che scendono a picco, grotte sommerse, praterie di posidonia.

Anche senza attrezzatura, l’acqua è così trasparente che da una barca si vede il fondo a diversi metri. Se hai una sola cosa da fare alle Tremiti oltre a camminare, è mettere la testa sott’acqua.


Quanto tempo serve e quando andare

In giornata: è il modo in cui la maggior parte dei visitatori vede le Tremiti — traghetto al mattino, San Domino, il giro delle grotte, un salto a San Nicola, rientro la sera. Si fa, ma è di corsa.

Una o due notti: dormire a San Domino è un’altra cosa. Quando i traghetti dei pendolari ripartono, l’isola si svuota e torna silenziosa. È allora che capisci perché qualcuno, qui, ci è rimasto.

Quando: la stagione è essenzialmente estiva (da giugno a settembre), quando funzionano tutti i collegamenti e il mare è il protagonista. Fuori stagione le isole sono affascinanti ma quasi tutto chiude, e i traghetti si riducono.


Cosa non mostrano le guide tradizionali

Le liste ti dicono quali sono le isole e dove fare il bagno. Non ti dicono perché un’abbazia è finita su uno scoglio in mezzo all’Adriatico, perché queste isole sono state una prigione, perché si chiamano Tremiti — e cosa c’entra l’eroe greco Diomede, che la leggenda vuole sepolto qui.

La guida audio Le Tremiti — L’Arcipelago Dimenticato è costruita su quel perché: non elenca le isole, le racconta, mentre le attraversi. Ventiquattro minuti che ti fanno vedere due posti diversi nello stesso arcipelago.


Domande frequenti sulle Isole Tremiti

Come si arriva alle Isole Tremiti?

Solo via mare. I traghetti e gli aliscafi partono tutto l’anno da Termoli (Molise) e, d’estate, da Vieste, Peschici, Rodi Garganico e altri porti del Gargano. La traversata dura da circa un’ora (aliscafo) a un paio d’ore (traghetto), secondo il porto.

Quanti giorni servono per le Tremiti?

Per San Domino, San Nicola e il giro delle grotte basta una giornata piena. Per goderti le isole quando si svuotano dei visitatori in giornata, fermati una o due notti a San Domino.

Meglio San Domino o San Nicola?

Sono complementari. San Domino è natura, bosco, spiagge e vita serale; San Nicola è storia, l’abbazia e il silenzio. Una visita completa le include entrambe — sono separate da pochi minuti di battello.

Si possono visitare le Tremiti in giornata dal Gargano?

Sì. D’estate partono escursioni giornaliere da Vieste e dagli altri porti garganici. È il modo più comune di vederle se sei in vacanza sulla costa del Gargano. Vedi anche cosa vedere a Vieste.

Si può portare l’auto alle Tremiti?

In pratica no, e d’estate non è ammessa per i visitatori. Le isole si girano a piedi o con le navette: San Domino è piccola, San Nicola è interamente pedonale.

Fonti e metodo

Questo articolo è scritto e revisionato da Localis. Le fonti del progetto sono raccolte nella pagina Fonti. Per il metodo editoriale completo vedi Il metodo Localis.

Ritratto di Domenico Loconsole

Autore

Domenico Loconsole

Fondatore di Localis · ricerca storica e editing

Fondatore di Localis. Cura ricerca storica, scrittura e responsabilità editoriale dei racconti Localis in Puglia, dal Gargano a Bari.

Nota editoriale: Scritto da Domenico Loconsole, con revisione editoriale Localis. Non contiene trascrizioni della guida audio. Leggi il metodo Localis.

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